L’olivicoltura a parete, ad alta densità, non è nemica dell’olivicoltura tradizionale

La rivoluzione dei nuovi impianti olivetati, più moderni e razionali, offre un’ancora di salvataggio per risanare il conto economico delle aziende olivicole italiane, in grande sofferenza rispetto alla difficile gestione degli alti costi di produzione. La qualità non viene mai meno e nemmeno le due modalità operative entrano in collisione tra loro. Nuovi modelli operativi si affacciano all’orizzonte, prospettando il nuovo corso che può (e deve) intraprendere l’olivicoltura italiana.

Luigi Caricato, direttore di Olio Officina, in dialogo con Chiara Del Vecchio, ad aziende agricole di Palazzo di Varignana, e Emanuele Siena, direttore marketing Gruppo Salov