Convention mondiale delle Donne del Vino

Fare rete, scambiarsi conoscenze, misurare le competenze aumentando il proprio bagaglio culturale, studiare i mercati e gli stili di consumo al femminile. Tutti temi sul tavolo della prima convention mondiale delle Donne del Vino. Un’idea tutta italiana, quella della convention mondiale, che parte dal considerare necessario condividere conoscenze reciproche per dare un contributo alla crescita del settore: sarà un momento di confronto tra le donne del vino che in tutto il mondo lavorano per dare alla categoria più opportunità e dare al vino più vantaggi dalla presenza femminile. Il packaging avrà un’importanza sicuramente centrale in questa prima edizione.


Associazione Nazionale Le Donne del Vino
L’Associazione Nazionale Le Donne del Vino nasce a Firenze nel 1988, da Elisabetta Tognana un’imprenditrice veneta trapiantata in Toscana, che intuì l’opportunità di unire donne produttrici, ristoratrici, enotecarie, sommelier, giornaliste, esperte del vino per dare voce al settore femminile dell’enologia. Il primo gruppo di 70 pioniere Donne del Vino è cresciuto fino ad arrivare alle attuali 800 socie presiedute da Donatella Cinelli Colombini, divise in delegazioni regionali con una delegata che coordina le iniziative locali.
Lo scopo dell’Associazione è accrescere la cultura del vino e il consumo responsabile, promuovere il ruolo delle Donne del Vino nella società e nel lavoro, collegare le Donne del Vino favorendo le iniziative condivise, la formazione e i viaggi di istruzione, portare la voce delle donne del vino alle istituzioni e alle organizzazioni del vino italiane e estere. Uno degli obiettivi è porre delle solide basi per fare rete a livello mondiale con le altre associazioni di donne del vino e favorire uno scambio di conoscenze utile al miglioramento professionale e culturale di tutto il comparto enologico. Oltre alle iniziative inerenti il proprio comparto economico, Le Donne del Vino si sono sempre distinte per le azioni finalizzate allo sviluppo sostenibile dei territori agricoli e alla salvaguardia del patrimonio dei vitigni autoctoni.