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Un appuntamento che si conferma strategico. Parola di visitatore
16-12-2009

Giro d’interviste in fiera

I numeri hanno riconfermato anche in questo 2009 l’importanza e la validità di SIMEI ed ENOVITIS. Manifestazioni consolidate, come ha detto in occasione dell’inaugurazione il presidente di Unione Italiana Vini, Andrea Sartori, ma caratterizzate da un grande dinamismo nella loro capacità di anticipare le esigenze di tutta la filiera. Italiana, ma anche internazionale. E sono stati soprattutto i visitatori esteri a confermare l’interesse per questo SIMEI ed ENOVITIS. Ne abbiamo incontrati alcuni durante i giorni della fiera e questi sono stati i loro commenti.

Hubert Philion, presidente di Vergers Philion, azienda canadese specializzata nella produzione di vini da frutta e icewine
“E' una manifestazione dove si possono vedere i macchinari per tutti i processi produttivi del settore, e in particolare perché nella stragrande maggioranza si tratta di macchinari made in Italy. L'offerta poi è molto ampia, sia per quanto riguarda la fase della coltivazione che poi dell'elaborazione del prodotto finito. Nella mia azienda utilizzo già tecnologia italiana, per quanto riguarda la fase dell’imbottigliamento, i sistemi di tappatura e gabbiettatura. E proprio qui ho potuto incontrare direttamente il mio fornitore e confrontarmi sulle ultime novità tecnologiche.
Sono molto soddisfatto di questa edizione, porterò a casa diversi campioni da provare anche nell'ottica di instaurare un rapporto di collaborazione e di rivendita sul mercato canadese.
E' il mio primo Simei, ma ho colleghi che vanno ad altre fiere legate al settore imbottigliamento ad esempio negli Usa, e non c'è paragone. Qui c'è tantissimo, quello che manca forse è il tempo per poter seguire tutto”.

Angela Owens, presidente di Carolina Wine Supply, rivenditore di attrezzature per la coltivazione e la produzione di vino per tutto il Sud Est degli Usa.
“Siamo venuti per vedere cosa c'è sul mercato per quanto riguarda nuove tecnologie, perché Simei è una manifestazione molto conosciuta negli Usa. Inoltre nel nostro paese manifestazioni analoghe hanno dimensioni totalmente diverse ed è tappa obbligata essere qui per vedere cosa veramente c'è di nuovo. L'offerta è molto ampia in termini merceologici. Questa mattina abbiamo incontrato un'azienda italiana e probabilmente diventeranno nostri nuovi fornitori per quanto riguarda ad esempio le presse”.

Alberto Bottega, Whaleheaven wines & Da Capo Vineyards, Sud Africa
Sto modificando la cantina e volevo vedere cosa c'è di nuovo e interessante sul mercato, soprattutto per quanto riguarda gli impianti di imbottigliamento. Ho un’azienda abbastanza piccola e utilizzo un servizio di imbottigliamento mobile. E' una soluzione abbastanza diffusa nel nostro Paese, dove ci sono molte piccole aziende che magari non hanno gli spazi adeguati o non possono sostenere i costi di una linea fissa. Qui però ho visto che ci sono soluzioni che potrebbero anche andare bene per la nostra realtà.
Ho trovato poi molto interessante l'integrazione con la parte convegnistica, soprattutto l'incontro dedicato alla sostenibilità delle produzioni. Un tema molto sentito in Sud Africa. Diserbare non utilizzando la chimica o con il minor uso possibile: ad Enovitis ho trovato soluzioni interessanti proprio per la produzione integrata”.

Grzegorz Nowakowski, produttore vinicolo Winnice Jaworek, Polonia
“Ho trovato un'ottima organizzazione, che permette ai visitatori esteri di essere agevolati nella visita, nei contatti ecc. Inoltre anche la razionale organizzazione per categorie merceologiche è un aiuto molto valido. Io sono venuto per vedere macchine e attrezzature sia per vigneto che per cantina, per tutte le fasi di lavorazione: siamo un'azienda giovane e abbiamo bisogno di riqualificare tutta la produzione, oggi facciamo 10.000 bottiglie ma puntiamo ad arrivare a 50.000 nei prossimi 2 anni. Ho stabilito almeno tre buoni contatti che penso si concretizzeranno. Ho trovato molto di più di quello che mi aspettavo. Soprattutto per quanto riguarda tappi e capsule. Ho trovato un contatto diretto con cui collaborare e anche da un pdv economico è molto vantaggioso.
In generale, il mercato della produzione vincola in Polonia si sta sviluppando e riqualificando, dopo quasi 40 anni di stasi. In un certo senso, quindi si sta ripartendo da zero, i macchinari sono tutti da rinnovare o comprare ex novo. Ci sono però ottime prospettive, perché il mercato interno assorbe immediatamente il prodotto, hotel e ristoranti hanno voglia di avere in lista vini polacchi, che non hanno mai avuto. Sicuramente l'obiettivo di esportare c'è ma al momento è un consumo domestico che ha ancora spazi importanti.

Georgi Syarov, produttore vinicolo,Modul-S srl Bulgaria
“Oggi la Bulgaria è in una fase di trasformazione e rinnovamento delle proprie strutture e sta passando da aziende con vaste estensioni e capacità produttive (ex aziende statali) ad aziende medio-piccole che hanno bisogno quindi di ristrutturare il proprio parco macchine con impianti di alto livello tecnologico. E la tecnologia italiana è superiore a tutte quelle che si usano in questo settore. Abbiamo visto molta innovazione, ad esempio nei sistemi di trasporto dell’uva, nella lavorazione – pompe, piccoli fermentatori, installazioni per termo lavorazioni, sistemi per il controllo di qualità e per l’analisi chimico-biologica dei vini”.
Dalla Bulgaria era presente anche una delegazione di espositori. Tra questi. Stella Ivanova di Valoga, azienda specializzata in botti e barrique. “E’ la prima volta che veniamo ad esporre in questa fiera e siamo molto soddisfatti: ci sono tantissimi visitatori esteri e questo ci ha permesso di allacciare nuovi contatti che diversamente non sarebbe stato possibile realizzare. Abbiamo incontrato anche le tonnellerie che sono nostri ‘competitor’ ed è stata un importante occasione di confronto”.

Aysun Pirdel, general manager azienda vitivinicola Doluca, Turchia
“Stiamo facendo delle valutazioni per alcuni investimenti - pompe, vinificatori, linee di imbottigliamento - per una nuova azienda e abbiamo trovato una buona gamma di proposte e potenziali fornitori. In generale la Turchia è un mercato che ha grandi potenzialità per lo sviluppo della vitivinicoltura, se si pensa che per ampiezza del vigneto siamo il 4° paese al mondo, ma solo il 3-4% dei tale superficie è adibita a uva da vino. Ci sono infatti ancora difficoltà, legate a problemi politici e religiosi e anche a una tassazione elevata sulle bevande alcoliche, che limitano tale sviluppo. Sta tuttavia crescendo la cultura del vino. Noi conosciamo bene la tecnologia italiana e soprattutto il tessuto imprenditoriale che è costituito da aziende medio-piccole, molto specializzate, molto flessibili e capaci di incontrare e soddisfare le esigenze dei clienti. E qui abbiamo avuto conferma di tutto ciò”.

Israel Hollander, general manager, Meco Ltd, Israele - Azienda che si occupa di macchine e attrezzature per la produzione alimentare, con particolare attenzione al settore vino e olio
E’ una manifestazione estremamente specializzata, soprattutto per quanto riguarda il settore vino e olio, con un’ampia offerta espositiva. La tecnologia di matrice italiana è molto conosciuta e apprezzata, in particolare quando si tratta di utilizzatori quali cantine e frantoi di piccole e medie dimensioni. Io sono qui per ampliare il nostro parco fornitori e il nostro parco macchine. Soprattutto nel campo delle pompe, delle linee di imbottigliamento. Ho trovato particolarmente interessanti poi le soluzioni per il trattamento dei reflui. Questa fase del processo produttivo è oggi molto importante e lo sarà sempre più in futuro in un’ottica anche di sostenibilità delle produzioni

Nitin Desai, managing director Vinsura Vineyards India
“Eravamo venuti a Simei anche nella scorsa edizione, è una manifestazione dove si possono vedere lavorare le macchine dal vivo, diversamente da quanto accade in altri contesti fieristici dove ci si basa magari solo sui cataloghi. L'industri indiana del vino è veramente agli inizi e ci sono spazi di sviluppo interessanti per il futuro, anche perché il Governo sta abbassando i dazi su questo prodotto: questo è un fatto positivo soprattutto negli scambi commerciali interni tra le varie regioni del paese. E' vero che siamo sempre stati più dipendenti dalla tecnologia francese, anche perché gli enologi francesi da sempre ci hanno fornito un importante supporto formativo. Devo dire però che l'offerta italiana è particolarmente appetibile, anche per l'ottimo rapporto qualità-prezzo. Il nostro interesse – ma in generale dell'India – è soprattutto indirizzato al vivaismo, all’imbottigliamento, al packaging. In particolare, quest'anno siamo venuti alla ricerca di macchine automatizzate per l'imbottigliamento e abbiamo trovato un'offerta interessante. Credo che concluderemo un contratto”.

Vu Trung Hieu, strategic marketing director Anhdao Liquors and soft drinks, Vietnam
“Cercavo macchine per imbottigliamento e serbatoi per lo stoccaggio. Ho stretto dei rapporti importanti anche con aziende che hanno sede a Ho Chi Minh e quindi le trattative andranno avanti. Devo dire che il Vietnam conosce poco la tecnologia italiana perché almeno fino ad oggi ci siamo sempre forniti dalla Germania, ma la scoperta del made in Italy per noi è stata molto interessante. Soprattutto per quanto riguarda i processi di distillazione per la preparazione del brandy, che noi fino ad adesso non facevamo. Inoltre il rapporto qualità-prezzo è molto vantaggioso”.